Max Perkins aveva scoperto Ernest Hemingway e F. Scott Fitzgerald. Ma non aveva mai incontrato nessuno come Thomas Wolfe. (Max Perkins discovered Ernest Hemingway and F. Scott Fitzgerald. But he never met anyone like Thomas Wolfe).
Genius, UK/USA, 2016. Diretto da M. Grandage, scritto da J. Logan (dal romanzo di A. Scott Berg). Con Colin Firth, Jude Law, Nicole Kidman, Laura Linney, Guy Pearce. Musiche originali di R. Simonsen. Durata: 104′. Rated: PG-13.
Maxwell Perkins, editore per una delle più grandi case editrici di New York, lavora con i più grandi nomi dell’epoca, come Hemingway e Scott Fitzgerald, ma il suo incontro con l’estroso Thomas Wolfe cambia completamente la sua vita man mano che la loro relazione cresce a scapito delle rispettive famiglie.

A questo film, a voler essere sinceri, manca lo scopo. O forse il percorso che porti allo scopo. L’ultima sceneggiatura del grande John Logan, giustamente famoso per capolavori come Il Gladiatore e The Aviator, incontra la prima regia cinematografica di Michael Grandage, la cui esperienza teatrale è particolarmente evidente nell’analisi complessiva: il risultato finale, per quanto godibile, manca di confidenza, così che i colpi di scena sono ordinati come un’elenco puntato e le lunghe pause narrative lasciano il pubblico con un boccone più amaro del previsto.
Buono il lavoro di fotografia, nelle scelte di colori, luci ed ombre, ma purtroppo minato dall’esiguo numero di scenografie, anche se verso la fine vi sono timidi tentativi di ampliare gli spazi della storia. Ugualmente, il tempo non sembra scorrere in modo nitido, con accelerazioni e rallentamenti sintomo di una strada troppo tortuosa.
Si salvano abbondantemente i dialoghi, il cui ritmo è decisamente apprezzabile, così come sono curate le relazioni tra i personaggi, creati con l’attenzione di chi sa cosa può aspettarsi il pubblico.
Il film poi è evidentemente aiutato dal cast: Colin Firth (Perkins) e Jude Law (Wolfe) sono una coppia che funziona, questa prestazione basta e avanza. Firth estrae l’ennesima freccia dalla infinita faretra, interpretando un personaggio con un squilibrio psicologico più profondo di ciò che appare e che, con lo scorrere della storia, si impone come protagonista; Law, dal canto suo, inizia con ottimo vigore e crea un’ottima empatia tra Wolfe e lo spettatore. Alla lunga, tuttavia, sembra perdere la (pur sana) competizione con il collega.
Per quanto riguarda la parte femminile, Laura Linney interpreta brillantemente la signora Perkins, ritagliandosi un discreto spazio tra le interpretazioni dei colleghi; lo stesso non si può dire purtroppo di Nicole Kidman, che non riesce nell’impresa di emergere con un personaggio che, pur importante, viene progressivamente abbandonato a se stesso. Non si è espressa comunque a livello di altre sue notevoli interpretazioni.
Adam Cork, nuovo del mestiere quasi quanto il regista, commette il comprensibile errore di voler essere troop enfatico, rischiando più volte di diventare irritante; alcune buone transizioni non mitigano un giudizio mediocre come per il resto del film.
Un’occasione persa, per tutti, visto che il cast non riesce a salvare una barca che non affonda ma non è affidabile per il viaggio che l’equipaggio ha in mente: magari l’aspettativa era troppo alta, ma il risultato non può soddisfare i palati raffinati della maggioranza degli spettatori che incontrano questo film.
SCARICA LA RECENSIONE IN PDF: Genius, 2016
READ THE ENGLISH REVIEW: Genius – Review

Scrivi una risposta a GENIUS (2016) – Review | Franklinmovie Cancella risposta