GRAVITY (2013) – Recensione

Don’t let go. (Non lasciarti andare)

Gravity, USA/UK, 2013. Diretto da A. Cuaròn, Scritto con J. Cuaròn. Con George Clooney, Sandra Bullock, Ed Harris. Musiche originali di S. Price. Durata: 91′. Rated: PG-13.

Matt Kowalski è un astronauta sulla via del pensionamento; la sua ultima missione prevede il supporto alla dottoressa Ryan Stone, alla prima esperienza spaziale, che deve compiere alcune riparazioni sul satellite. Una minaccia, però, arriva inaspettata: la collisione di altri satelliti artificiale ha rovocato milioni e milioni di detriti che ora orbitano intorno alla Terra. L’impatto è inevitabile e catastrofico: il satellite Explorer, base del team, viene distrutto e Kowalski e la Stone sono gli unici sopravvissuti. Perso però ogni contatto e possibilità di rientro, l’unica speranza sembra essere muoversi nel vuoto e cercare di raggiungere altre stazioni ancora intatte. Prima che l’ossigeno finisca.

Gravity (2013)

Se sua maestà James Cameron l’ha definito il miglior film sullo spazio mai realizzato, non si può che credergli. E, a dir la verità, non c’è nessuna ragione per non farlo: Gravity è davvero uno dei migliori film sullo spazio mai realizzati, anche grazie ad un 3D davvero mozzafiato e una fotografia spettacolare che stupiscono l’occhio dello spettatore ben prima di venire rapiti dalla storia, cosa che succede quasi subito e che, oltre le aspettative, rimane costantemente accattivante lungo tutta la sua durata.

Partiamo però dal 3D; ci sono molte situazioni in cui esso sembra essere l’unica arma a disposizione di alcuni film per avere un discreto successo. In questo caso, invece, il sempre più alto tasso tecnico di ripresa e proiezione danno allo spettatore uno spazio mai visto per qualità e dettagli, con la collaborazione del regista che gioca spesso a cambiare, in panoramica, l’angolo di ripresa e ruotare attorno ai personaggi anche di 360°. La sensazione di essere catapultati a chilometri e chilometri sopra la Terra è vera ed emozionante. Oltre a questo, la sceneggiatura è, come dicevamo, di qualità, e non è cosa scontata per un film di questo tipo. Dopo una lunga gavetta, iniziata nel 1995, appena quattordicenne, sul set de “La Piccola Principessa” di Alfonso, l’ormai cresciuto Jonàs Cuaròn viene promosso dal fratello a co-sceneggiatore. E la scelta si rivela azzeccata. La costruzione di un thriller spaziale di un’ora e mezza con soli due personaggi sullo schermo non è facile, ma in famiglia, si sa, l’intesa spesso aiuta ed il risultato è una storia affascinante e perfettamente equilibrata tra momenti di sollievo e di altissima tensione, che aiutano chi guarda a partecipare alla missione dei due superstiti verso la salvezza.

Se inizialmente le idee della produzione non erano particolarmente chiare su chi dovesse interpretare i due protagonisti assoluti di Gravity. Dopo aver visto le performance di Clooney/Kowalski e soprattutto della Bullock/Stone, non ho dubbi che la scelta si sia rivelata azzeccata. Kowalski è il classico ‘soldato’ sicuro di sé e che sa anche uscire dalle situazioni difficili con una risata; in questo ruolo, Clooney conferma che, in questa seconda parte della sua vita/carriera, l’attenzione alla scelta di cosa recitare/produrre/dirigere è sempre più attenta e precisa.Dall’altra parte, la più intimorita ma decisa dottoressa Stone è una sempre più apprezzabile Sandra Bullock, che dopo il suo prima Oscar da attrice protagonista per “The Blind Side” quattro anni fa sfodera un’altra grande prestazione, dritta verso l’Olimpo delle grandi di Hollywood. Grandissima, soprattutto quando si ritrova, letteralmente, sola nell’infinito universo.

Bisogna anche attribuire un voto piuttosto alto a Steven Prince, che non spreca la chance di uscire dall’anonimato di un montatore del suono qualunque. Certo, in questo ruolo ha lavorato a grandi produzioni, come la trilogia de “Il Signore degli Anelli” per citarne uno (anzi tre), ma se il film è così ‘terribile’ ed emozionante il merito è anche suo.

Un capolavoro per gli amanti del genere, forse meno per chi non apprezza il film fantascientifico. Ma non si può dire che questo film non sia un film d’impatto. Un impatto… SPAZIALE!

SCARICA LA RECENSIONE IN PDF: Gravity, 2013

4 risposte a “GRAVITY (2013) – Recensione”

  1. Anch’io ho recensito un film con George Clooney: https://wwayne.wordpress.com/2014/02/16/capolavoro/. Che ne pensi?

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    1. Avatar frensis91
      frensis91

      Ciao! La recensione mi è piaciuta, il film… sinceramente no…
      Banalotto come storia, piuttosto incostante come ritmi e “solita” accozzaglia di grandi nomi per un risultato mediocre.
      Secondo me, una cartuccia esplosa per metà a salve.

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      1. Massimo rispetto per il tuo parere contrario. Se vuoi goderti un film che invece è riuscito alla stragrande, ti consiglio questo: https://wwayne.wordpress.com/2015/01/30/inseguire-i-propri-sogni/. Grazie mille per i complimenti e per la risposta! 🙂

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      2. Avatar frensis91
        frensis91

        Lo aggiungerò sicuramente ai miei “da vedere”… che non diminuiscono MAI! Un saluto e buon lavoro!

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