Metti una domenica al Lido. Metti cose diversissime tra loro. Giorno 5, pronti, via!

Si parte con il concorso, come sempre: oggi tocca a “The Leisure Seeker”, dove l’Italia racconta l’America con Virzì che dirige due mostri sacri come Donald Sutherland e Helen Mirren. Cosa ne può venire fuori? Un film che, personalmente, mi ha preso, visceralmente, e mi ha portato lì, sulla east-coast, con i due vecchietti malati ma innamoratissimi sul loro camper. Intenso, con una fotografia curata nelle sfumature e nei dettagli, due interpretazioni praticamente perfette in una storia che sa da film per tutti. Il finale è un colpo basso che fa benissimo.
Da due mostri sacri ad altri due: Stephen Frears dirige Judi Dench, dopo Philomena. Il risultato è opposto nei toni, visto il film, ma la regina Vittoria si aggiunge a quel l’elenco di reali finalmente scavati e umanizzati, con passione e talento. La commedia “Victoria e Abdul” è carino, nulla più, divertente al punto giusto e con le sue note ‘romantiche’ pur non parlando di amore.
Dopo pranzo, ecco tornare alla sezione più rischiosa della mostra, Orizzonti. E l’effetto pisolino è immediato. “Los Versos del Olvido”, film cileno, non sa presentare la trama, confondendo più volte sogno e realtà, il protagonista quasi muto non aiuta e nemmeno l’assenza totale di musica. Inconcepibile.
Per fortuna si torna in alto subito dopo, stessa sezione, con il francese “Marvin” di Anne Fontaine. Nonostante un cast non perfetto, la storia del ragazzo che diventa uomo scoprendo la sua omosessualità oltre i limiti della propria famiglia allargata, provinciale e culturalmente poverissima è un quadro equilibrato, con tinte fortissime accanto a paesaggi vuoti e desolati, almeno metaforicamente. Il protagonista bambino è meglio del suo alter-ego cresciuto, peccato che con il tempo di veda meno, ma il botta e risposta tra ricordo e attualità, passato e presente non viene mai abbandonato del tutto, on ottima coerenza.
Il pericolo di oggi erano i 197 minuti di “Ex Libris”. Wiseman si immerge fino ai capelli dentro la biblioteca pubblica di New York, raccontando tutto: un opera mostruosa, onnicomprensiva, in cui vediamo staff e pubblico, conferenze di ogni genere, riunioni di CdA e corsi per bambini e disabili nelle filiali dei quartieri peggiori. Un magia unica, anche se lo scopo del documentario rimane nascosto, sembra u sai inutile: con queste premesse, se in oltre tre ore non c’è stato nemmeno il rischio di sonno… qualche pregio c’è.
Chiude la giornata l’evento che attendevo di più: il restauro in 3D del videoclip di “Thriller”, di Michael Jackson e John Landis; la strana coppia realizzò all’epoca un vero capolavoro, sia come corto horror che come video musicale, e la nuova versione spaventa ancora in una riconversione tridimensionale ben fatta. Il successivo “Making Of” è interessante a tratti, la prima parte sembra divagare un po’ giusto per allungare il brodo, ma è comunque del 1982 e MJ è sempre e comunque il King of Pop.
Si inizia la settimana finale, il giro di boa è dietro l’angolo e i giochi cominciano a delinearsi!
(PERSONALISSIMA) CLASSIFICA PARZIALE “LEONE D’ORO”:
1° The Insult 9
2° The Leisure Seeker 8/9
3° The Shape of Water 8
4° Suburbicon 8-
5° Downsizing 7 1/2
6° Lean on Pete 7
6° Ex Libris 7
8° Foxtrot 7-
9° First Reformed 6-
10° La Villa 5/6
11° Human Flow 5 1/2
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