Quarto giorno, ed è fine settimana… Tanta gente per la svolta del programma.

Oggi infatti si parte con uno ultimi ‘pezzi forti’ (a livello di celebrità attese) del concorso: “Suburbicon”, di George Clooney. Tante belle cose, a partire da Matt Damon meno amorfo del solito, una splendida Julienne Moore e un cast, in generale, molto bilanciato; una storia originale dei fratelli Cohen, con il loro humor dai toni dark ed i loro personaggi scritti e pensati con rigorosa precisione in ogni loro sfumatura; una regia, sebbene un po’ scolastica a tratti, che privilegia una storia attualissima, benché ambientata nell’America di Kennedy. Un film di quelli che vale la pena vedere, sia per la trama che per il messaggio. Due in uno.
Il francese “La Melodie”, invece, torna a seguire le gesta di un insegnante di musica in una scuola dei sobborghi Parigini. La Tour Eiffel, in lontananza, è la luce, il sogno di una classe fatta di etnie e caratteri diversi; non c’è l’aria di novità che forse ci si poteva aspettare, ma la scrittura, soprattutto in termini di battute dei bambini protagonisti, quell’età in cui la battuta sboccata è davvero così facile e scontata, dona naturalezza e realismo vicino a quei toni che tanto bene hanno fatto, nei decenni, al cinema francese.
In Sala Grande, con il numeroso cast presente, il documento-film “DIVA!”, sulla grande attrice Valentina Cortese. Narrata da grandi attrici nostrane, tra cui Isabella Ferrari, Barbara Boboulova e Silvia D’Amico, il film ripercorre con un buon piglio l’autobiografia dell’attrice, pur con un ordine tutto suo e una collezione di immagini di repertorio più o meno contestualizzate, così che alla fine ha l’apparenza di essere un po’ confusionario pur nella poesia delle singole scene la cui emozione viene anche grazie all’alternanza delle bellissime interpretazioni delle voci narranti, riprese in ambienti eleganti (all’altezza della ‘diva’, appunto).
Edoardo Winspeare ci tiene in Italia, in Puglia però, dove l’italiano è un opinione: d’altronde, un film così è ancora più efficace proprio perché in dialetto, con la poesia che diventa uno dei simboli del cambiamento. Ma sono i personaggi, in questo film, le vere perle da scoprire. Tutti con una caratteristica specifica ma mai stereotipati, con degli attori meno conosciuti ma è meglio così, rende tutto più vero. E l’Italia, dopo Segre e il Veneto, trova un altro mondo da scoprire e riscoprire, stavolta al sud ma (cosa più importante) la mafia non c’entra.
La fine della giornata coincide con l’ultimo film in concorso di oggi, “La Villa”. Il film francese, ambientato in un paesino sulla costa mediterranea vicino a Marsiglia, vuole raccontare di tre fratelli, riuniti dalla malattia del padre, dei loro rimpianti e dei loro problemi, legati tra loro e a quel paesino della loro infanzia. Eppure, con l’arrivo nella seconda parte della storia dei migranti, il film prende una piega diversa, inaspettata, rischiando di crollare sotto i colpi del numero eccessivo di messaggi e trame. Un buon cast non sorprende, ma di certo la Franca continua a dimostrarsi attaccata, forse troppo, alle proprie dinamiche, con il conflitto tra borghesia e classe operaia che non può dimenticare di ‘citare’ l’immigrazione ed il razzismo.
(PERSONALISSIMA) CLASSIFICA PARZIALE “LEONE D’ORO”:
1° The Insult 9
2° The Shape of Water 8
3° Suburbicon 8-
4° Downsizing 7 1/2
5° Lean on Pete 7
6° Foxtrot 7-
7° First Reformed 6-
8° La Villa 5/6
9° Human Flow 5 1/2
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