È stata semplicemente ‘zitta e nuota’… (She just kept swimming…)
Alla Ricerca di Dory, USA, 2016. Diretto da A. Stanton e A. MacLane, scritto da V. Strouse e B. Peterson. Con le voci di Ellen DeGeneres, Albert Brooks, Hayden Rolence. Musiche originali di T. Newman. Durata: 97′. Rated: PG.
Dopo aver aiutato Marvin alla ricerca di Nemo, Dori vive felicemente con i due amici; un giorno, però, le ritornano improvvisamente in mente alcuni flash del suo passato con i genitori; così, cercando di ritrovarli, si perde. E stavolta saranno Nemo, con i padre, a cercare di ritrovarla insieme, possibilmente, ai suoi genitori…

L’altissima aspettativa intorno al nuovo sequel Pixar, “Alla Ricerca di Dory”, è stata probabilmente la cosa peggiore che potesse capitare.
Se il film infatti è divertente, con un messaggio importante e profondo, non ha alcuna possibilità contro l’impeccabile predecessore, come d’altronde contro molti dei recenti successi della casa di produzione di proprietà Disney.
Alcune svolte carine all’interno della trama aiutano a raggiungere la fine senza un rischioso (e rischiato) senso di noia, ma i personaggi e i luoghi sono abbastanza ripetitivi, con un pessimo retrogusto di deja-vu: i cameo di alcuni personaggi del primo capitolo della serie strappano un sorriso nella prima parte del film che, però, assomiglia davvero molto al film del 2003.
Due cose che però sono davvero ben fatte sono la tridimensionalità, che merita una tecnologia all’avanguardia per essere gustata fino in fondo nella sua spettacolarità, e il lavoro sulle battute ed il loro lato emozionale, di notevole aiuto nel portare il film a non arrancare attorno ai suddetti difetti.
Inoltre, il lavoro estremamente passionale di Ellen DeGeneres sul personaggio di Dory è particolarmente riconoscibile nella versione originale: aspettiamo la versione italiana per capire se l’effetto sarà altrettanto riuscito.
Per quanto riguarda le musiche, questa volta Thomas Newman sembra abbastanza sottotono, visto che la colonna sonora del primo film risuona ancora nelle orecchie mentre, di questo film, rimane impresso ben poco (a parte il singolo di Sia, “Unforgettable”, che comunque è decisamente lontano dai fasti di “Beyond the Sea” incisa da Robbie Williams – entrambi, è bene ricordarlo, cover di brani più datati).
L’impressione generale è che il trend della Pixar debba necessariamente staccarsi dai sequel (pur avendo già in produzione titoli come “Cars 3”, “Gli Incredibili 2”, “Toy Story 4”)… a scrivere originali erano molto meglio!
SCARICA LA RECENSIONE IN PDF: Alla Ricerca di Dory, 2016
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