We are infinite. (Noi accettiamo l’amore che pensiamo di meritare).
Noi Siamo Infinito (2012), USA, 2012. Scritto e diretto da S. Chbosky (dal romanzo dello stesso autore). Con Logan Lerman, Emma Watson, Ezra Miller. Musiche originali di M. Brook. Durata: 102′. Rated: PG-13.
Charlie è al suo primo giorno di liceo e, come tutti, ha paura. Soprattutto perché non ha mai avuto amici ed ora, in una scuola nuova, sa che potrebbe risentirne, anche perché la sorella, all’ultimo anno, pur volendogli bene non sembra disposta ad aiutarlo. Per sua fortuna, un po’ per caso, trova altri due ‘senior’, Sam e suo fratellastro Patrick; la prima sta insieme ad un ragazzo più grande, il secondo, omosessuale, frequenta segretamente il capitano della squadra di football. Grazie a loro, Charlie sembra trovare la giusta serenità ed anche una ragazza, Mary Elizabeth. Ma che i due non siano fatti l’uno per l’altra è fin troppo chiaro, come è chiaro che è Sam la ragazza che Charlie vorrebbe.

Un film davvero troppo snobbato, questo, per essere vero. Già il fatto che in Italia esca al cinema quando negli Stati Uniti è già uscita la versione Home Video è qualcosa di davvero brutto; che non sia stato preso in considerazione per alcun premio poi, beh, io personalmente non lo capisco. Se da una parte infatti la storia è una (neanche tanto) banale avventura da neofita di liceo con un tocco di romance, dall’altra la resa di personaggi e ambienti è davvero buona e la sceneggiatura è costruita con precisione ai dettagli di tutto, scorrevole e piacevole. D’altronde l’autore del libro e regista/sceneggiatore del film, Stephen Chbosky, ha fatto tutto da solo, il che spesso è un bel vantaggio; quello che sorprende è l’assenza di curriculum cinematografico: creatore della serie TV “Jericho” e sceneggiatore del film “Rent”, basato sull’omonimo musical di Broadway, sono le uniche voci all’attivo. Davvero bravo, anche nella scelta di luci e immagini, gestite con una naturalezza disarmante e, talvolta, un pizzico di cinismo che male non fa, in un contesto segnato da problematiche diverse e numerose.
Non poco l’aiuta un cast di giovani attori dalle notevoli potenzialità. Soprattutto il più giovane (e meno quotato) dei tre, Ezra Miller, nel suo Patrick mette tanta passione e tanta emozione; rappresentare un ragazzo poco più che adolescente alle prese con un’omosessualità non accettata non è facile, soprattutto se, in realtà, il personaggio sembra essere, a livello emotivo, il più forte e maturo. Convincente, per lui, è dire poco. Buona prova anche per il protagonista, quel Logan Lerman che i più giovani riconoscono come “Percy Jackson” e che già aveva recitato accanto a grandi nomi in “Quel Treno per Yuma” e “I Tre Moschettieri”, con botteghini e commenti diametralmente opposti a favore del primo. Qui, l’espressione da ragazzetto spaurito ed una non-convinzione perfettamente calzante contribuisce e molto alla riuscita globale. Chi sorprende, almeno il sottoscritto, è Emma Watson. Per quanto io la apprezzi a prescindere, non era difficile pensare che, alla prima vera uscita post-Harry Potter (evitiamo di citare “Ballett Shoes”, poca cosa, e “Marilyn”, in cui il suo ruolo è a dir poco marginale) fosse così sicura e decisa. Se le scene teatrali come Janet del “Rocky Horror Picture Show” sono abbastanza trascurabili (e la parrucca lunga la riporta verso le chiome di Hermione), un po’ il taglio di capelli e un po’, anzi tanto, tantissimo del suo, ed Emma si stacca dall’appiccicoso (ma gradito) alter ego per lanciare una carriera che, iniziata con questa passione e questa fierezza, potrà regalarle tante soddisfazioni.
Che dire della musica? Michael Brook. Qualcuno lo conosce? Forse solo chi è rimasto incantato dalle atmosfere (sonore, in questo caso) di “Into the Wild”, uno dei suoi lavori più noti. E se “Hero” fa la sua parte, non credo che nel 1991/’92 fossero esattamente quelle le cose ascoltate. Certo, i gusti dei protagonisti sono quelli e sono fondamentali per la trama, ma non sono convinto di alcune altre scelte musicali, non coinvolgenti al punto giusto.
Nel complesso, un film davvero intenso ed emozionalmente provante, consigliato un po’ a tutti. Per problematiche affrontate e qualche parola di troppo non è, questo no, un film da bimbi.
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