Friendship pulled them together. Love tore them apart. (L’amicizia le ha spinte insieme. L’amore le ha separate)
Ginger & Rosa, UK/Danimarca/Canada/Croazia, 2012. Scritto e diretto da S. Potter. Con Elle Fanning, Alice Englert, Annette Bening, Timothy Spall, Alessandro Nivola. Durata: 90′. Rated: PG-13.
Inghilterra, anni ’60. Due giovani ragazze, amiche d’infanzia, crescono facendo insieme le stesse esperienze, ribelli e libere dalle famiglie frustrate e poco attente. Un giorno, mentre Ginger scopre di essere particolarmente attratta dalle opinioni dei pacifisti e le abbraccia oltre misura, Rosa si scopre innamorata proprio del padre di Ginger…
Pochi film e, a dirla tutta, nemmeno capolavori. Sally Potter, navigata regista Londinese e britannica doc, immerge la sua storia con pochi personaggi e pochi eventi portanti nell’Inghilterra della guerra fredda, nei sobborghi più popolari e nelle vite più disagiate, comprensive di immigrazione, famiglie smembrate dalle prime ondate di separazioni e divorzi e, soprattutto, i movimenti pacifisti che prendono soprattutto i figli di queste famiglie allo sbando.
Ginger e Rosa, sono di fatto, simili. E lo sguardo della Potter non fa che provare a farcele conoscere, senza tuttavia riuscirci mai fino in fondo. Dal punto di vista dei personaggi, infatti, la regista scrive il suo film senza de-scriverli e, partendo in medias res, il pericolo di non avere il tempo di inquadrare i personaggi prima che le vicende parta si fa realtà, confondendo la mente dello spettatore che cerca di seguire la storia mentre, allo stesso tempo, deve focalizzare caratteri e tratti dei protagonisti. L’esperimento riesce così a metà: da una parte, alla fine, si capiscono intenzioni e azioni sia delle due ragazze sia dei personaggi attorno a loro, grazie anche alla scarsità e alla lentezza degli eventi; dall’altra, la storia rimane vaga e poco incisiva, proprio a causa della lentezza dell’azione scenica e dello sviluppo della narrazione.
A dare tono al film ci pensano due buone interpretazioni delle protagoniste, l’ormai matura Elle Fanning (Ginger) e la più inesperta Alice Englert (Rosa). Entrambe si calano nei propri personaggi lentamente, sviluppando man mano i loro caratteri e agevolando il compito dello spettatore nell’inquadrarle e renderle, in quanto protagoniste, specchi e incarnazioni di sé stessi o quantomeno di persone reali, amiche. La progressiva separazione tra le due, infatti, lascia sgomenti e indecisi sulla parte da prendere.
Con loro, Alessandro Nivola, playboy nato, e Annette Bening, madre apprensiva: curricula altalenanti per i due, che rimangono per troppo nel limbo del vago e dell’eccessiva linearità per poter definire le loro prove come positive. Per Timothy Spall, invece, una parte piuttosto infima, quella di Mark, ma la conferma delle doti di grande caratterista e di grande professionalità, tanto che sembra staccarsi dalle paludi dei colleghi adulti per emergere sulla nebbia che, oltre al paesaggio sullo schermo, aleggia pesante davanti ad esso.
Un film scialbo, nato da un’idea non particolarmente brillante né originale, ma che con qualche aggiustamento e osando un po’ di più avrebbe potuto diventare quantomeno godibile. Troppo poco per elevarsi da una sufficienza risicata.
SCARICA LA RECENSIONE IN PDF: Ginger E Rosa, 2012
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